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Qual è la verità sulle opzioni binarie?

Mondo trading, qual è la verità sulle opzioni binarie

Non ci sono inganni dietro alle opzioni binarie, la semplicità e i guadagni sono reali, ma proprio perché questo strumento è così veloce e frizzante è consigliabile fare pratica e agire con cautela per evitare di commettere errori e subire perdite.

Le opzioni binarie, queste sconosciute

opzioni binarieFra le molte opportunità offerte dal mondo finanziario le più chiacchierate sono quelle rappresentate dalle opzioni binarie. Questo tipo d’investimento non richiede acquisti diretti ma si limita a fare previsioni sugli andamenti dei prodotti, ed è al centro di un forte dibattito fra posizioni contrastanti.

Sempre più spesso infatti si sente parlare di trading sulle opzioni binaries, una forma d’investimento molto diretta e semplice che allo stesso tempo nasconde chiaramente delle insidie e necessita di una preparazione completa. Questo settore attira molti neofiti grazie alla sua facilità di accesso, poiché l’interessato si occupa solo di investire una piccola somma sul trend di un certo titolo o bene presente sulla piattaforma di un intermediario, non servono competenze finanziarie approfondite.

Ma, come ogni altro tipo di investimento, neanche le opzionis binaries sono totalmente prive di rischi, quindi è opportuno fare valutazioni adeguate. In mezzo alla confusione che avvolge questa realtà, cerchiamo di fare chiarezza osservando quali sono i pro e i contro delle opzioni binarie.

I vantaggi delle opzioni binarie
Le opzionis binaries sono più veloci e versatili di altri tipi di investimenti finanziari, ponendo molti meno vincoli e spese rispetto all’acquisto diretto di azioni e materie prime. Con le opzionis binaries si può iniziare a investire anche con poche decine di euro e non si deve immobilizzare il capitale per lunghi periodi di tempo: è possibile fare previsioni con scadenza a breve termine anche dopo pochi secondi o minuti. Se si punta sulle opzioni binarie, un calo di valore nel prodotto scelto non implica una perdita per l’investitore, infatti quello che conta è solo indovinare correttamente il trend, anche negativo.

L’accessibilità delle opzioni binarie è affiancata dalla semplicità, perché non sono richiesti algoritmi e ragionamenti complessi ma solo una facile previsione binaria, dalla disponibilità illimitata, potendo fare investimenti in ogni momento su mercati sempre aperti, e dall’enorme potenziale di guadagno, con rendimenti che arrivano anche oltre l’85% del valore del capitale investito.

I possibili svantaggi delle opzioni binarie
Investire sulle opzioni binarie non è privo di pericoli, come per qualsiasi altro tipo di investimento. Nonostante l’intuitività delle operazioni, quindi, è necessario eseguirle con consapevolezza, informandosi e facendo simulazioni sulle demo offerte da molte applicazioni prima di investire soldi reali. Il rischio di investire in maniera troppo avventata è infatti quello di andare in contro a perdite di denaro, seppur più limitate che in altri settori.

Non ci sono inganni dietro alle opzioni binarie, la semplicità e i guadagni sono reali, ma proprio perché questo strumento è così veloce e frizzante è consigliabile fare pratica e agire con cautela per evitare di commettere errori e subire perdite.

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Mercato Forex: una nuova salita

Mercato Forex: una nuova salita del dollaro?

mercato forex Mercato Forex È una settimana cruciale per testare la forza del recente rally del dollaro, dopo che i recenti commenti della Fed hanno chiaramente posto le basi per un rialzo dei tassi d’interesse in estate, che sia al meeting del FOMC di giugno o a quello di luglio nel mercato forex.

La retorica della Fed – che parla di due se non addirittura tre rialzi per quest’anno – è stata chiaramente coordinata e progettata per preparare i mercati ai prossimi aumenti. La Fed vuole infatti nel mercato forex poter agire sui tassi senza correre il rischio di sorprendere il mercato con un atteggiamento più aggressivo – pensando che sia meglio cominciare a parlare di potenziali aumenti per poi collegarli con la qualità dei dati in uscita.

Questa dipendenza dai dati, ovviamente, rende i dati americani in uscita questa settimana molto più propensi a generare un’ondata di volatilità di breve termine, mentre il mercato sposta le probabilità tra il mese di giugno, luglio e settembre.

Mentre il dibattito sui rialzi dei tassi Fed ha dominato i titoli e, forse, anche i comportamenti ora-per-ora sui mercati valutari, un altro sviluppo interessante della scorsa settimana è stato l’apparente dichiarazione del mercato di non aver paura della Fed nel mercato forex.

Quando i funzionari Fed hanno cominciato a mostrarsi più aggressivi, a partire da due settimane fa, la globale propensione al rischio è stata intimidita fino a ridursi, con un crollo delle valute dei mercati emergenti e dei mercati azionari, come sono in effetti abituati a fare ad ogni avvistamento di un falco marchiato Fed o ad ogni segno di forza del dollaro.

Fin dallo “scatto d’ira” di maggio 2013 quando alla sola menzione da parte del presidente Bernanke dell’ipotesi che un giorno avrebbe rallentato la velocità di espansione del proprio bilancio, limitando gli acquisti di asset nel mercato forex.

Ma la scorsa settimana, i mercati globali si sono ripresi con forza, con l’S&P500 ad un paio di punti percentuali dai suoi massimi storici. L’MSCI World Index, anche denominato in USD, ha rimbalzato con un impressionante 2% la scorsa settimana.

Cosa significa? Gli investitori si sono convinti durante l’anno che anche un solo aumento dei tassi d’interesse lo scorso dicembre fosse troppo da digerire per i mercati globali. Ora che la Fed parla esplicitamente di due o tre escursioni i mercati salgono?

Forse tutto questo evidenzia come non importi che i tassi siano allo 0,5% o all’1,00%, e come le condizioni monetarie a livello globale, date le politiche di BoJ e BCE e gli stimoli cinesi, rimangano iper-stimolanti. Se questo è il caso, la Fed potrebbe improvvisamente scoprire di trovarsi molto indietro nella curva, piuttosto che davanti ad essa, di fronte ad un picco e non ad un crollo dei mercati azionari nel mercato forex.

Cosa significhi tutto ciò per il dollaro USA è discutibile. Dopo tutto, i tassi a breve si allontaneranno presto dai loro livelli negativi di Giappone ed Europa, e paesi come Australia e Nuova Zelanda si trovano in un ciclo di tagli per cercare di assorbire i danni dovuti al calo dei prezzi delle materie prime e alle preoccupazioni di un rallentamento cinese.

Nel frattempo, gli scettici del dollaro hanno certamente ragione a indicare tassi d’interesse ancora molto bassi e tassi reali ancora negativi (quando l’inflazione è superiore ai rendimenti sulle attività prive di rischio, come i Titoli di Stato USA).

Affinché il dollaro trovi maggiore supporto fondamentale in un contesto di tassi di interesse in aumento, la Fed potrebbe aver bisogno di farsi ancora più aggressiva, alzando anche i tassi americani a lungo termine – e anche più rapidamente della crescita dell’inflazione.

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